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Qual'è la differenza tra l'intelligente e il furbo? L'intelligente sa che il furbo vive di "ignoranza conviviale" ed ingenuità, il furbo invece non sa che l'intelligente sa...
31 dicembre 2014
28 dicembre 2014
25 dicembre 2014
24 dicembre 2014
La primavera lieta novella..
..La prima vera data dell'equinozio, la prima vera parità tra "luce" e "oscurità", la prima vera fonte di risveglio per i dormienti, la prima vera luce di speranza, la prima vera cura dell'anima, la prima vera alba dopo il "tramonto", la prima vera fine dell'inverno..
13 dicembre 2014
E' la notte Il giorno che verrà ..
..la sorgente di luce "affascina" e "smuove" i "superficiali", l'acqua però, si innalza solo per "onorare" la "Regina", la più vicina e la più coinvolgente che ci sia..
..E' la reputazione una veste effimera e convenzionale, guadagnata spesso senza merito e perduta senza colpa...(W.S.)
08 dicembre 2014
Il coraggio di "perdere"..
..delinea con veemenza l'incoscienza delle proprie azioni o la vera consapevolezza della "forza incosciente" insita nello "specchio immaginario"..
07 dicembre 2014
Terza Persona del "Verbo Essere"..
Come si manifesta un Avvento quando nessuno é in "attesa", come ci si aspetta un inizio senza fine, come carpire l'essenza dello Spirito del "Tutto", come vincere la propria "timidezza" di fronte alle avversità, come leggere le scritte parole per vivere senza vedere, quando il Tutto é invisibile é proprio allora che nulla e nessuno si può opporre alla Sua "Venuta".. "Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito." (Vangelo secondo Giovanni 3,8)
04 dicembre 2014
Lascia "l'eterna morte"..
Io vidi più di mille in
su le porte da ciel piovuti, che stizzosamente dicean: «Chi è
costui che sanza morte va per lo regno de la morta gente?». E 'l
savio mio maestro fece segno di voler lor parlar segretamente. Allor
chiusero un poco il gran disdegno, e disser: «Vien tu solo, e quei
sen vada, che sì ardito intrò per questo regno. Sol si ritorni per
la folle strada: pruovi, se sa; ché tu qui rimarrai che li ha'
iscorta sì buia contrada». Pensa, lettor, se io mi sconfortai nel
suon de le parole maladette, ché non credetti ritornarci mai. «O
caro duca mio, che più di sette volte m'hai sicurtà renduta e
tratto d'alto periglio che 'ncontra mi stette, non mi lasciar»,
diss'io, «così disfatto; e se 'l passar più oltre ci è negato,
ritroviam l'orme nostre insieme ratto». E quel segnor che lì m'avea
menato, mi disse:«Non temer; ché 'l nostro passo non ci può tòrre
alcun: da tal n'è dato. Ma qui m'attendi, e lo spirito lasso
conforta e ciba di speranza buona, ch'i' non ti lascerò nel mondo
basso». Così sen va, e quivi m'abbandona lo dolce padre, e io
rimagno in forse, che sì e no nel capo mi tenciona. Udir non potti
quello ch'a lor porse; ma ei non stette là con essi guari, che
ciascun dentro a pruova si ricorse. Chiuser le porte que' nostri
avversari nel petto al mio segnor, che fuor rimase, e rivolsesi a me
con passi rari. Li occhi a la terra e le ciglia avea rase d'ogne
baldanza, e dicea ne' sospiri: «Chi m'ha negate le dolenti case!».
E a me disse:«Tu, perch'io m'adiri, non sbigottir, ch'io vincerò la
prova, qual ch'a la difension dentro s'aggiri. Questa lor tracotanza
non è nova; ché già l'usaro a men segreta porta, la qual sanza
serrame ancor si trova. Sovr'essa vedestù la scritta morta: e già
di qua da lei discende l'erta, passando per li cerchi sanza scorta,
tal che per lui ne fia la terra aperta». (D. C. - Inferno, Canto VIII, Versi 82
- 130)
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.. ai piedi di quel monte piegato ad arco riposano le Sue vestigia, mai da quel Borgo si é allontanato il burgus che sovrasta il paese arc...
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..può superare la velocità della luce nel raggiungere l'utopia della " realtà immaginaria "..









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